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Poste private diritto postale

Per poter svolgere in maniera tranquilla e sicura, è buona prassi sapere cosa prevedono le leggi in materia, e quindi conoscere il "diritto postale", anche per poter capire quali sono le linee guida per il futuro e le possibili prospettive di mercato.

La base che dà il via al moderno diritto postale, senza partire da troppo indietro, è il DPR n.156 del 23 marzo 1973, divenuto celebre col nome di "Codice Postale". Questo decreto presidenziale, che ha tutti i crismi di legge dello Stato, ha avuto il pregio di codificare, come ami era stato fatto prima, l'intero settore postale, ovviamente così come era conosciuto nel 1973, stilando la maggior parte dei principi base che ancor'oggi possiamo ritrovare nella attuale legislazione vigente (es. segretezza della corrispondenza o come l'impianto base della tariffazione dei pacchi postali).

A livello europeo la prima volta che si comincia davvero a parlare di servizi postali, lo si fa collegando questo settore all'ampio schema di liberalizzazione economica che l'Unione Europea voleva attuare per quanto riguarda la fornitura di beni e servizi in genere. Il processo di liberalizzazione nel settore delle cosiddette "public utilities" (attività di pubblica utilità, come appunto il servizio postale), voluto dalla Commissione europea agli inizi degli anni '90 è divenuto realtà per quanto riguarda il settore postale, con l'introduzione, datata 1997, della direttiva 97/67/CE. Giusto per fornirvi una chiave di lettura sull'operatività del legislatore europeo si ricorda che la direttiva europea è un atto adottabile dal Parlamento europeo, chiamato non self executing cioè la direttiva puntualizza gli obiettivi che gli Stati devono raggiungere entro un determinato arco di tempo ma non detta le regole circa i modi in cui il Paese UE deve recepirla. Questa direttiva è stata emanata il 15 dicembre 1997 nell'ambito delle politiche volte ad agevolare la circolazione di merci e servizi all'interno dell'UE, e ad essa si devono tutti i successivi atti inerenti il mondo dei servizi postali.

I principali elementi della direttiva sono:

  • l'obbligo a carico di ciascuno Stato europeo di garantire il mantenimento di un servizio postale universale su tutto il proprio territorio;
  • la fissazione di limiti di peso e prezzo della corrispondenza che gli Stati membri possono affidare in esclusiva al servizio postale nazionale;
  • obblighi per gli Stati membri, attinenti alla qualità e al costo del servizio universale nei rispettivi territori;
  • obbligo per ciascuno Stato di designare un'autorità indipendente che si occupi prettamente di tutto ciò che riguarda i servizi postali;
  • una prospettiva di ulteriore liberalizzazione, a seguito di un'analisi del settore e di proposte da parte della Commissione europea.

L'articolo 3 della direttiva, in particolare, definisce il servizio postale universale come la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione di invii postali fino a 2 Kg e di pacchi all'interno del territorio nazionale fino ad un massimo di 10 Kg e pacchi in partenza o arrivo dall'estero fino ad un massimo di 20 Kg. La consegna deve essere garantita su tutto il territorio dello Stato, mentre le eccezioni riguardano solo aree particolarmente remote. La raccolta avviene da punti di raccolta dislocati su tutto il territorio nazionale ed accessibili a tutti i cittadini. In Italia la direttiva 97/67/CE viene recepita con il Decreto Legislativo n.261 del 22 luglio 1999, della quale riporta i passi più significativi. La riserva a favore di Poste Italiane è fissata al massimo possibile (350g).

Inoltre viene attribuito al Ministero per le Comunicazioni il fondamentale ruolo di controllore del segmento economico inerente il settore postale e si parla per la prima volta in Italia di "Autorizzazione Generale" e di "Licenza individuale". Il 9 aprile 2001 viene approvato il Decreto del Ministro delle Comunicazioni, contenente le "Condizioni Generali del Servizio Postale", cioè si sottopongono a verifiche tutte le fasi che riguardano il servizio postale, lasciando alla libera discrezione solo la tariffazione durante la negoziazione in sede contrattuale. La Direttiva 2002/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 10 giugno 2002 interviene nuovamente a modificare l'ambito di riserva: la possibilità per gli Stati di riservare una quota di mercato ai propri gestori del servizio universale rimane, ma viene stabilito che i suddetti Stati possano racchiudere nella riserva solo le lettere fino a 100g fino al 2003 e fino a 50g fino al 2006, seguendo sempre una logica di liberalizzazione ed apertura alla libera concorrenza, che ha poi portato all'abolizione della riserva (ad eccezione delle notifiche degli atti giudiziari e delle violazioni del Codice della Strada).

Ad oggi, la regolamentazione del settore postale italiano è di competenza dell'Agcom, "Autorità per le garanzie nelle comunicazioni", che mediante l'utilizzo di regolamenti ha recentemente adottato provvedimenti in ordine all'adozione ed al contenuto della "Carta dei Servizi" che un'agenzia postale deve necessariamente avere ed alla modificazione dei requisiti di accesso ai titoli abilitativi per l'entrata nel mercato postale, il cui effettivo rilascio però è ancora di competenza del Mise.

Per ciò che concerne il Legislatore, si segnala il "Ddl concorrenza" del 2015, che ha portato con sé l'abolizione, prevista però dal 10 giugno 2016, dell'esclusività riservata a Poste Italiane Spa (quale fornitore del Servizio universale postale) dei servizi di notifica e comunicazione degli atti giudiziari, nonché dei servizi inerenti le notificazioni delle violazioni del Codice della Strada.

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